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Facciamo due chiacchiere con Gigi Tacchino

Ci sono oggetti che non sono semplici accessori, ma raccontano una storia, un’identità e un modo di vivere. Nel mondo country, il cappello è un simbolo che unisce tradizione, passione e appartenenza. Per questa nuova puntata della nostra rubrica “Facciamo due chiacchiere con…” incontriamo Gigi Tacchino, anima di Tacchino Hat, storico marchio italiano di cappelli western conosciuto e apprezzato anche oltre oceano. Una storia di famiglia lunga generazioni, fatta di artigianalità, ricerca della qualità e amore per il mondo western. Dai laboratori italiani alle terre dove il cappello da cowboy è parte della cultura quotidiana, il percorso di Tacchino Hat racconta come una grande passione possa superare confini e distanze. Ma Gigi non è solo un cappellaio: è anche musicista, fondatore e voce della Lucky Star Country Band, perché per lui il country non è semplicemente un lavoro, ma un universo fatto di musica, amicizia, condivisione e tradizioni. Abbiamo provato a conoscerlo meglio attraverso il suo mondo: il mestiere del cappellaio, il rapporto con l’America, le fiere country e la musica che accompagna da sempre il suo cammino.

INTERVISTA A GIGI TACCHINO

La tua è una storia di famiglia che attraversa le generazioni. Che cosa significa oggi essere un cappellaio “da generazioni” e quali valori cerchi di trasmettere in ogni Tacchino Hat?

Per noi fare cappelli non è semplicemente un lavoro, è una tradizione di famiglia che va avanti da oltre un secolo e mezzo. Ogni cappello porta con sé un pezzo della nostra storia, ma anche il desiderio di offrire un prodotto autentico, fatto con cura e destinato a durare nel tempo. Oggi il mercato è cambiato, ma ci sono valori che non cambiano mai: la qualità, il rispetto per il cliente e l’orgoglio di continuare a produrre in Italia con la stessa passione di sempre.

I cappelli country non sono solo un accessorio, ma una vera dichiarazione di identità. Secondo te, cosa distingue un cappello di qualità da uno qualunque, e perché chi balla o vive il mondo country dovrebbe saperlo riconoscere?

Il cappello è probabilmente l’elemento che più di ogni altro rappresenta il mondo western. Non è un travestimento, ma un modo di esprimere la propria personalità. Un cappello di qualità si riconosce dai materiali, dalla lavorazione e soprattutto da come veste chi lo indossa. Deve accompagnarti per anni e diventare quasi parte di te. Chi vive davvero il country queste cose le percepisce subito, perché sa riconoscere l’autenticità.

Il tuo brand è arrivato fino in America, dove tua figlia ha aperto una succursale e vende anche ai veri cowboy. Che effetto fa vedere un cappello nato in Italia indossato là dove il mito western è realtà quotidiana?

È una soddisfazione enorme. Gli Stati Uniti rappresentano la casa della cultura western e sapere che i nostri cappelli vengono apprezzati anche da chi quel mondo lo vive ogni giorno è motivo di grande orgoglio. Il merito è anche di mia figlia, che ha creduto in questo progetto e ha saputo far conoscere Tacchino Hat oltreoceano. È la dimostrazione che l’artigianato italiano, quando punta sulla qualità, può essere apprezzato ovunque.

Da espositore vivi da anni il mondo delle fiere e degli eventi country, veri punti di incontro per questa comunità. Che atmosfera si respira in questi contesti e che tipo di persone li frequentano oggi?

Le fiere sono il posto migliore per capire cos’è davvero il country. Ci trovi ballerini, cavalieri, musicisti, famiglie, curiosi e persone che magari si avvicinano per la prima volta a questo mondo. Quello che mi colpisce ogni volta è l’atmosfera: c’è voglia di stare insieme, di condividere una passione e di vivere qualche giorno in un ambiente autentico. Il cappello diventa quasi un punto d’incontro: molti arrivano per provarne uno e finiscono per raccontarti la loro storia. È questo il bello delle manifestazioni country.

Oltre ai cappelli, nella tua vita c’è da sempre la musica country: hai fondato e canti nella Lucky Star Country Band, che abbiamo avuto il piacere di ospitare anche a Bologna. Quanto questa passione musicale è parte integrante del tuo modo di vivere e raccontare il mondo country?

Per me il country non è mai stato solo un lavoro. La musica è sempre stata una parte fondamentale della mia vita e con la Lucky Star Country Band ho avuto la possibilità di vivere questa passione anche dal palco. Credo che musica, ballo e artigianato parlino la stessa lingua: raccontano uno stile di vita fatto di semplicità, amicizia e rispetto delle tradizioni. È lo stesso spirito che ritrovo ogni volta che incontro i ballerini ai festival o quando realizzo un nuovo cappello.

La storia di Gigi Tacchino è quella di un uomo che ha saputo trasformare una tradizione di famiglia in un punto di riferimento per il mondo western. Cresciuto tra cappelli e lavorazioni artigianali, ha raccolto l’eredità di generazioni di cappellai portandola avanti con la stessa cura e passione, ma con uno sguardo sempre rivolto al futuro. Con il marchio Tacchino Hat ha saputo conquistare non solo gli appassionati italiani, ma anche il pubblico internazionale, fino ad arrivare negli Stati Uniti, dove il cappello western è parte integrante della cultura americana. Accanto al mestiere di cappellaio, Gigi ha sempre coltivato un’altra grande passione: la musica country. Fondatore e cantante della Lucky Star Country Band, da anni porta sul palco le sonorità e lo spirito di questo mondo, dimostrando che cappelli, musica e cultura western sono espressioni diverse della stessa grande passione.Un artigiano, un musicista e soprattutto un grande appassionato di country: Gigi Tacchino rappresenta quella capacità tutta speciale di trasformare un lavoro in una storia da raccontare.

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